Il mistero delle antiche carte nautiche

E' avvolto nel mistero la sorpendente precisione di alcune antiche carte nautiche. 

Dove e come i cartografi medievali, sebbene armati tutt'al più di una bussola, una clessidra e una serie di mappe portolane, hanno sviluppato straordinarie ed accurate carte nautiche dell'Europa meridionale, del Mar Nero e delle coste del Nord Africa, come se stessero guardando giù da un satellite, quando all'epoca nessuno era stato più in alto di una cima d'albero?

Questo è il quesito che si pone John Hessler, mago matematico e bibliotecario senior cartografico presso the Library of Congress. Hessler, una mattina della scorsa settimana andando a curiosare nel sotterraneo della biblioteca, ha scovato un inestimabile grafico datato 1559, con un elenco dettagliato di alcune informazioni nautiche, disegnato dalle mani di Mateo Prunes, il cartografo maiorchino. La carta nautica del Mediterraneo e del Mar Nero era impressa sulla pelle di una singola pecora.

Si tratta di una rara rappresentazione di uno dei più grandi e duraturi misteri del mondo.

La prima carta portolana nota è la Carta Pisana, comparsa attorno al 1275. Essa è forse la prima mappa scientifica moderna che contrasta nettamente al mappamondo dell'epoca stilato da mappe colorate con una geografia irriconoscibile, creature fantastiche e leggende. Essa non ha alcuna somiglianza con i metodi del matematico Tolomeo, e non mostra misure di longitudine e latitudine. Eppure, nonostante la sua stupefacente precisone, la mappa "sembra essere emerso a pieno titolo dai mari che descrive,". Nessuno oggi sa chi ha redatto le prime mappe, o come abbiano calcolato la distanza in modo accurato, o come siano entrati in possesso di tutte le  informazioni necessarie a compilare una mappa nautica.

"Il vero mistero, è che se prendete tutti i taccuini dei marinai utilizzati nella realizzazione di queste tabelle, insieme alle coordinate e le descrizioni", dice Hessler, toccando il vetro che ricopre la pergamena antica, "ancora non si potrebbe compilare questa mappa ". Hessler, 49 anni, è uno dei maggiori esperti al mondo che tenta di decifrare i misteri delle mappe, e ha presentato alcune delle sue complesse ricerche ad una recente conferenza presso la biblioteca: "Re-Examining the Portolan Chart: History, Navigation and Science."

Sponsorizzata da Philip Lee Phillips Society, il settore che si occupa della raccolta fondi per la Geography and Map Division, ha attirato circa 200 studiosi, donatori e collezionisti a una sessione che ha presentato l'antico mistero dei portolani.

"La gente pensa che siano stati i Romani i primi a stendere una mappa, oppure i Fenici, o anche stranieri", dice Evelyn Edson, autore di "The World Map: 1300-1492", e uno dei relatori della conferenza. "Certamente, sembra che ci sia una connessione con l'introduzione della bussola, nel 11 ° secolo. Ma non c'è nulla che possa spiegare come essi abbiano potuto compilarle".

"Gli antichi Greci e i Romani avevano tradizioni di cartografia: c'era Tolomeo, e c'erano le linee di progressione,
" dice Hessler. "Ma questa mappa, sembra venir fuori dal nulla. Essa sembra una vera invenzione del Medioevo".

L'intento della ricerca di Hessler non è culturale o nautica - è del tutto matematica. Egli ha preso 22 mappe portolane delle poche centinaia conosciute e le ha confrontate con le mappe moderna della stessa zona. Egli ha utilizzato, per esempio, 100 punti di confronto su ogni mappa e poi ha applicato complicati algoritmi per calcolare le differenze tra ogni punto su ogni mappa. In questo modo ha potuto accorgersi dove le tabelle erano più esatte e dove erano meno accurate, da cui si deduce dove la navigazione e l'osservazione ha avuto luogo e quali aree furono compilate superficialmente. Questo metodo, a sua volta, ha rivelato il luogo di nascita e la metodologia applicata per stendere la carta nautica. Ad esempio, le mappe erano buone nei diversi mari del Mediterraneo, ma scarsamente valide una volta in Atlantico, o attorno alle isole britanniche.

Eppure, sono state guide affidabili per il mondo conosciuto per 400 anni, e hanno nascosto i segreti delle loro origini e dei metodi per altre quattro secoli, lasciando le risposte al regno di romanzieri e narratori.

Fonte notizia: seattletimes.nwsource.com
Immagine:
www.brown.edu/

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