Una carestia senza precedenti infierisce sul Corno d'Africa

Una grave siccità, la più grave degli ultimi 60 anni, secondo le Nazioni Unite, ha colpito due regioni della Somalia meridionale, il Bakool meridionale e Lower Shabelle. Entrambe le regioni sono sotto il controllo dei militanti di Shebab, legato ad Al-Qaeda, che ha concesso l'ingresso degli aiuti umanitari.

Le Nazioni Unite hanno dichiarato lo stato di carestia in Somalia, con molte altre regioni a rischio nei prossimi mesi nel Corno d'Africa a causa della siccità che colpisce più di 10 milioni di persone.

Migliaia di somali sono fuggiti per cercare rifugio nella vicina Etiopia e Kenya, dove nel solo campo profughi di Dadaab, il più grande al mondo, ne arrivano 1400 al giorno. Attualmente Dadaab ospita circa 380.000 persone, quattro volte in più della sua capacità originale.

La fame sta minacciando quasi 4 milioni di persone, soprattutto bambini. Ogni giorno ne muoiono 6. Servono oltre un miliardo di dollari per far fronte alla carestia. I paesi colpiti in tutta la regione includono anche parti del Kenya, Uganda, Etiopia e Gibuti.

La carestia coinvolge almeno il 20 per cento delle famiglie che sono di fronte a carenze alimentari estreme con limitate capacità di farvi fronte. La malnutrizione acuta colpisce oltre il 30 per cento delle persone, e due morti per 10.000 persone ogni giorno, secondo la dichiarazione rilasciata dalle Nazioni Unite.

Sulla grave siccità, che ha scatenato una colossale crisi umanitaria, si terrà lunedì una riunione a Roma.


Immagine: www.deccanchronicle.com
 

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