Yellowston: un altro grave disastro ambientale da aggiungere alla lista?

La rottura di un oleodotto della compagnia ExxonMobil, avvenuta tra Laurel and Billings, nel Montana, che sta interessando in particolar modo il Parco nazionale di Yellowston, il più antico del mondo, simbolo dell'ambientalismo americano, si quello di Yoghi e Bubu che han fatto divertire milioni di bambini e dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'umanità, sta subendo un ulteriore disastro ambientale causato dall'oro nero, che bisognerà aggiungere alla lista qui presente.

Per la Exxon, sono 160 mila i litri di greggio riversati nello Yellowstone river, la cui fonte è situata nell'omonimo parco nazionale. Per il governatore del Montana la quantità di greggio riversata nel fiume è molto di più di quella dichiarata dalla Exxon.

Il colosso petrolifero ha assicurato di aver interrotto il flusso di greggio chiudendo la condottura, mentre squadre di tecnici hanno lavorato incessantemente per mettere in sicurezza l'area. Tuttavia, sinora, gli sforzi per ripulire la fuoriuscita di petrolio lungo la panoramica dello Yellowstone River sono stati ostacolati dalle inondazioni e dalle condizioni del fiume rapido. La  ExxonMobil sta impiegando più di 280 persone nel tentativo di ripulire tutto il sito della fuga dalla conduttura Silvertip, nei pressi di Billings, che muove di solito circa 40.000 barili di greggio al giorno. Si stima che circa 2.300 tamponi assorbenti sono stati usati nel tentativo di assorbire i circa 1.000 barili di petrolio riversati nel fiume venerdi scorso.


Post in evidenza

Le 10 più terribili catastrofi naturali della storia

Oleodotti nel Mar Caspio: una partita da giocare

L'alba del nuovo impero

Il mistero delle antiche carte nautiche

Terremoto in Cile: l'anello di fuoco

Energia geotermica: si sperimenta un nuova tecnologia sul Newberry Volcano

Lo tsunami che ha messo in ginocchio il Giappone

La vergogna del mondo consumistico si trova nell'Oceano Pacifico

I grandi disastri ambientali causati dall'oro nero

Referendum in Sudan: una bomba a orologeria